La Nostra Storia

Il calcio a Verona è sempre stato motore di passione e follia, basti pensare alla tradizione del grande Hellas Verona, oggi purtroppo per infelici gestioni passate relegato in prima divisione ma con un nuovo presidente a sostegno pronto a far rientrare il club nel grande calcio. O l’altra Verona, quella della Diga, quel piccolo borgo ai confini della città chiamato Chievo con la sua squadra locale in serie A, forse la più inglese delle squadre italiane in quanto unico quartiere di città ad essere rappresentato nella massima serie, nel Regno Unito è consuetudine trovare i quartieri di città (Chelsea, Fulham, West Ham ecc.) in Premier League.

Nel cuore di Verona però settant’anni fa nasceva un piccolo prestigioso club il San Zeno calcio sorto in una storica zona della citta’ “San Zen”, per dirlo alla veronese. E’ un borgo della città a due passi da Castelvecchio animato da una forte anima popolare nel senso nobile del termine ove ancora oggi nella famosa piazza si respirano il calore della tradizione e gli usi tradizionali dei cittadini. Qui e’ stato fondato il San Zeno Calcio presieduto storicamente con temperamento per quasi quarant’ anni dal suo storico presidente conosciuto da tutti come “il Molena”, un tipo alla Rocco di grande cuore e di rude verita’. Ancora oggi all’ entrata del campo da calcio vi e’ in suo onore il busto a lui dedicato, quando lo osservi entrando sembra trasmetterti con la sua espressione l’ avvertimento di rispettare il valore del calcio e della maglia granata degli zenati. In tutti questi anni di storia questa societa’ ha avuto due presidenti secolari Molena e a seguire il suo “allievo” per eta’ Gianfranco Casale. Non lo conosco da moltissimo, poco piu’ di un anno, pero’ la prima volta che lo vidi scorsi subito nel suo sguardo una inconscia intesa per il pallone, quando parlo con lui sembra che lo conosca da sempre. Il pres Franco, chiamato cosi’ dai piu’, e’ un personaggio nato per il calcio. Fin da ragazzino si distingue per le sue qualita’ calcistiche le quali lo portano a trasferirsi ben presto da Verona a Napoli per giocare nelle giovanili del club all’ epoca guidato dal mitico Achille Lauro. Gioca poche stagioni qui per proseguire la sua  avventura nella Casertana, poi in altri club del meridione giocando i vari campionati tra l’ allora quarta serie (serie D) e la serie C.

A fine carriera rientra a Verona dove ad accoglierlo c’e’ Molena, costui essendo gran conoscitore di calcio, capisce le qualita’ sportive e umane del giovane Franco, quindi gli affida la panchina della squadra giovanile del San Zeno. Negli anni lo stesso Casale iniziera’ la sua carriera all’ interno del club fino a diventare primo dirigente sportivo, acquisendo la presidenza dopo la triste scomparsa dell’ anziano Molena. Oggi sono trenta gli anni che il presidente della squadra e’ Casale, il quale vive l’ amore per il calcio con lo stesso istinto di quando entrava in campo da ragazzo per vincere la partita. La passione in lui per “il balon” deriva dalla naturale esigenza di liberta’, il calcio e’ proprio questo nella sua essenza una libera conquista delle nostre emozioni.

Il San Zeno sembra non essere cosi’ stereotipato alle altre societa’, il merito e’ del presidente rispettoso di quei valori umanamente genuini imposti ancor prima da Molena.

Entrando nel campo del San Zeno la famosa “busa de Verona” (chiamata cosi’ in quanto il campo e’ scavato in profondita’ rispetto l’ altezza della strada, per far capire lo stacco di valore tra campo di gioco e realta’ esterna) si nota la particolare disposizione delle strutture campo in basso, spalti a ridosso del campo, e spogliatoi sopra vicino la sede della societa’ immersi nel verde delle piante. Tutto e’ rimasto come agli albori della nascita di questo club, un’ immagine di calcio bellissima che coglie il senso della tradizione staccandoci dalla realta’ contemporanea. Quando mi siedo in sede con ufficio sul campo di gioco, proprio come nello stile dei club anglosassoni, si respira il calcio giocato. Qui c’e’ il pres dietro alla sua scrivania il quale e’ coinvolto nei suoi appunti calcistici, tiene appese alle pareti le foto dei suoi atleti tra le sue scoperte piu’ importanti l’ attaccante degli anni ottanta Faccini e il grande Damiano Tommasi. La societa’ del Toro veronese (questo e’ il suo simbolo sociale legata alla classica maglia color granata) e’ storicamente attivo nel calcio giovanile di Verona, e’ riuscita a recrutare ogni anno i migliori giovani della zona per farli crescere, creandogli l’ opportunita’ di essere notati dalle societa’ professionistiche. Il San Zeno e’ uno dei primi bacini da cui l’ Hellas Verona attingeva giovani calciatori negli anni passati. Attualmente visti i cambiamenti sociali, ci sono meno giovani su cui lavorare, un numero elevato di societa’ in concorrenza, e un connesso aumento di costi gestionali, hanno indotto il presidente Casale nel ridurre il numero di squadre giovanili concentrandosi solo sul campionato Juniores e sulla prima squadra. E’ stata una scelta difficile ma necessaria per la sopravvivenza del club, mi dice il pres granata, anzi ritiene che nei prossimi anni molte societa’ faranno lo stesso a causa della decrescente presenza di sponsor nel calcio giovanile e la crescente aggiunta di spese nei singoli club. Il San Zeno solo nel 2009 si e’ visto triplicare dal comune il valore annuo di affitto dell’ impianto sportivo.

Al momento la sua scelta l’ha premiato sportivamente, in quest’ ultima stagione e’ riuscito a creare una squadra Juniores di alto livello, neo vincitrice della Coppa Regionale e del proprio girone del campionato regionale. La sua prima squadra militante in Prima Categoria ha disputato un buon campionato di meta’ classifica con la soddisfazione di aver schierato la formazione piu’ giovane di tutto il Veneto a livello dilettantistico, questo gli permettera’ di porre le basi su una solida squadra giovane la quale potra’ ambire a nuovi traguardi, allo stesso tempo gli permettera’ di compiere buone operazioni di mercato per il finanziamento della societa’, non disponendo di grandi sponsor se non lo storico marchio legato a questa maglia la Pellini Caffe’.

Ci sono molti racconti piacevoli inerenti alle imprese del San Zen, negli anni 60/70 mi raccontano che si contavano anche piu’ di 5000 persone a sostenere la squadra in certe delicate partite interne, mentre numerosi sono i ricordi di calcio giovanile avvenuti nella Busa. Del Piero ha giocato in questo campo con le giovanili del Padova, allenatori oggi famosi tipo Scala o Guidolin all’ epoca appena emergenti hanno salito le scalette del campo a fine partita imprecando per la meritata sconfitta.

La bellezza e’ proprio questa, la passione di vincere con il Toro giocando con umilta’ e astuzia pensando solo all’ essere se stessi e non all’ apparire nel calcio.

Articolo da:http://www.football.it/news/varie-e-curiosit/852/il-toro-di-verona-70anni-di-szeno-calcio.htm